Marco Montioni (foto)

MARCO MONTIONI

Marco nasce a Spoleto il 30/12/1988. Sin da piccolissimo frequenta costantemente l’oratorio del Sacro Cuore dove trascorre intere giornate, d’estate fino a tarda sera, giocando infiniti tornei di calcio con gli amici sul duro cemento del vecchio impianto. Dimostra subito ottime doti tecniche e caratteriali tanto che, quando a 5 anni, comincia a frequentare la scuola calcio del Centro Sportivo Flaminio, pur essendo sempre il più piccolo della sua leva (era nato l’ultimo giorno dell’anno), viene riconosciuto ed eletto dai compagni loro capitano.

Nel Flaminio gioca attaccante in tutte le categorie giovanili – il suo numero preferito è l’8 – e segna valanghe di goal; contribuisce così in maniera determinante alla vittoria di tre campionati e vari tornei regionali e matura, da vero capitano, un forte senso di aggregazione e di attaccamento alla maglia. Così, quando il Foligno lo chiama per far parte della sua formazione Beretti, dopo un paio di settimane di preparazione e nonostante le insistenze del suo allenatore, decide di tornare allo Spoleto che nel frattempo, a seguito di vicissitudini sociali, è stato retrocesso nel campionato di Promozione. Sta con la prima squadra fino a dicembre poi gli viene chiesto di dare una mano alla formazione Juniores in forte difficoltà. Accetta umilmente e guida la squadra alla vittoria finale segnando 28 goal.

Nell’ultima stagione, viene mandato, in prestito, nella squadra del Norcia dove ottiene, ancora una volta, le simpatie e il rispetto dei nuovi compagni.
Con gli amici di sempre, guidati dal loro primo tifoso Don Edoardo, riesce a portare a casa anche una delle vittorie più inaspettate e sofferte: quella del torneo di calcio a 5 giocato in Trentino in rappresentanza della Diocesi di Spoleto.

Sportivo non solo in campo ma anche, e soprattutto, nella vita, Marco è sempre stato circondato dai tanti amici. Persone, per la verità, di ogni età: conquistava i coetanei allo stesso modo dei “grandi” e dei bambini: con la simpatia, l’entusiasmo e la voglia di vivere che gli si leggeva negli occhi. Era energia e positività; era un capitano… sempre!
Sulla sua tomba, tra le altre cose, qualcuno ha scritto: “Dio ti aveva dotato di un’arma micidiale: il sorriso”.

È così che lo ricordiamo tutti: con il sorriso e la mano sempre tesa per aiutare gli altri. Per questo tante sono state le dimostrazioni di amore e di stima che Marco, anche dopo la sua prematura scomparsa, ha ricevuto. L’oratorio del Sacro Cuore gli ha dedicato la Sala Giovani, dove i ragazzi si ritrovano, come facevano con lui, per stare insieme; il Centro Sportivo Flaminio, grazie in particolare al Presidente Luigino Santirosi, è stato dedicato alla sua memoria e la Banca Popolare di Spoleto S.p.A. gli ha intitolato una borsa di studio, grazie alla quale un ragazzo, giovane e promettente come Marco, ogni anno potrà trovare impiego.

“Il giovane sportivo Marco Montioni ha onorato con la maglia n. 9 la squadra di calcio a cinque dell’Associazione di promozione sociale Giovanni Parenzi, disputando numerosi tornei di calcio a cinque per raccolta fondi a scopo di beneficenza. In tutte le manifestazioni sportive ha sempre mostrato grandi capacità professionale con un calcio giocato all’insegna della sportività sempre all’insegna dell’amicizia in qualsiasi anche difficile confronto sportivo”. Così viene ricordato dal presidente dell’associazione G. Parenzi Piero Meduri che ha vissuto con Marco e i suoi amici momenti indimenticabili di vera e profonda amicizia; sempre viva la Sua presenza nei cuori degli amici dell’Oratorio del S. Cuore.

Nel 2007 Marco consegue il diploma di ragioneria e il giorno 15 ottobre si iscrive alla Facoltà di Enologia volendo dedicarsi allo sviluppo di attività di famiglia. Il giorno successivo, mentre è in macchina con la fidanzata e il fratello, scivola sfortunatamente su una lunga macchia di gasolio uscita da un’autobotte e finisce tragicamente fuori strada. Sulla sua tomba gli amici portano ogni giorno fiori, cioccolate, pop corn, fotografie, maglie sportive, palloni, ritagli di giornale, peluche e altre cose perché Marco è sempre tra noi.